Progetto Tessere il futuro: Nanotecnologie e Biotecnologie nel settore tessile

“Tessere il futuro: nanotecnologie e biotecnologie nel settore tessile” è un Progetto Ponte per facilitare la scelta del percorso di studi universitari.
Promosso da un ampio partenariato (Università degli Studi di Bergamo-Facoltà di Ingegneria, Centro Studi Tutor, Fondazione A.J. Zaninoni, Camera di Commercio di Bergamo) è stato realizzato con il supporto dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia dal 30 giugno al 4 luglio 2008.

Si è trattato di una Summer school destinata agli studenti e alle studentesse del quarto anno di Istituti secondari superiori della Lombardia: un’opportunità per ampliare le prospettive per pensare e prefigurarsi un progetto per il futuro, ossia per cominciare a tessere i fili del proprio mondo (desideri, aspirazioni, attitudini, ideali) con quelli del mondo della formazione e della realtà lavorativa.
L’esperienza è stata utile per conoscere il Corso di Laurea in Ingegneria Tessile dell’Università degli Studi di Bergamo, unico nell’offerta accademica in Lombardia, e le prospettive della ricerca applicata nel settore tessile.

La Summer school ha consentito di vivere un’esperienza laboratoriale con momenti di osservazione e sperimentazione in laboratori universitari tecnologicamente avanzati e con visite guidate in aziende tessili. Queste ultime hanno dato modo di riscontrare l’impiego in contesto lavorativo della ricerca tecnologica, ma anche di interloquire con testimoni del mondo del lavoro, anche per conoscere le figure professionali impiegate in azienda.

Peculiarità di questo percorso orientativo è stato l’affiancamento, oltre che di docenti universitari nelle attività laboratoriali, di esperte tutor che hanno accompagnato gli studenti in attività propedeutiche e di rielaborazione dell’esperienza.

L’attività laboratoriale è stata focalizzata su alcune tecnologie applicate al settore tessile:
  • le nanotecnologie (sintesi e caratterizzazione di catalizzatori nanodimensionati per tessuti autopulenti, antibatterici e UV protector; applicazione di ciclodestrine per il rilascio controllato di principi attivi, quali farmaci, aromi, ..., utilizzo del plasma a bassa pressione per finissaggi innovativi che non prevedono l'impiego dell'acqua);
  • le biotecnologie (utilizzo di enzimi in sostituzione dei processi chimici realizzati sui tessuti in preparazione alla tintura);
  • i processi fotochimici (stabilità dei coloranti alle radiazioni luminose: conseguenza nella solidità del colore sui tessuti e nei trattamenti delle acque reflue).
 

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