Articoli e saggi
Alla riscoperta del tutor PDF
di Ornella Scandella
in Rivista dell’Istruzione, Maggioli Editore, 6 –2007, pp. 60-6.

L’articolo entra nel merito delle ragioni del disappunto diffuso nella scuola sulla figura del coordinatore tutor introdotto dai documenti di attuazione della L: 53/2003 per comprenderne il senso: la concentrazione di numerose responsabilità e compiti in un unico docente, la definizione di un coordinamento “forte”, tale da lasciare presagire prerogative esclusive in ordine ai piani educativi individualizzati, la difficile conciliabilità tra modello tutoriale proposto e principio della contitolarità didattica, la quantità di tempo necessario per onorare il mandato in modo pedagogicamente efficace, il timore, latente poco elaborato, circa la perdita della “dimensione tutoriale” del ruolo docente. E propone di riparlare del tutor, sostenendone i motivi. L’autrice inizia a farlo richiamando le buone esperienze e ricordando le condizioni da evitare e quelle, viceversa, da mettere in campo.

 
Didattica orientativa PDF
di Ornella Scandella
in Voci della scuola, Tecnodid, 2006, pp. 190-202.

La voce “Didattica orientativa”, inserita nel manuale di “Idee e proposte per l’autonomia e la formazione”, ne spiega il significato a partire dai presupposti culturali e scientifici elaborati negli ultimi decenni del Novecento. In nome della nuova cultura dell’orientamento argomenta perché e come una didattica disciplinare possa essere orientativa, evidenziando quali sono le competenze del sapersi orientare, le condizioni pedagogiche che fanno sì che la didattica sia anche orientativa. Ripercorre, mostrandone la valenza ai fini orientativi, l’approccio valutativo, quello metacognitivo e la prospettiva dell’empowerment.

 
Funzioni tutoriali e tutor PDF

di Ornella Scandella

in A.M. Benini, L. Gianferrari, Tra riforma e innovazione. I nuovi ordinamenti nelle scuole del primo ciclo e dell’infanzia in Emilia-Romagna, Tecnodid, 2006, pp. 154-172.

 

Il testo si qualifica come contributo, pur non esaustivo sul piano epistemologico e intenzionalmente non definitorio, al dibattito relativo alla introduzione nella scuola del coordinatore tutor tramite i documenti di attuazione della L. 53/2003, soprattutto per arricchirlo di ulteriori vertici osservativi e fornire spunti di riflessione ai docenti, al fine di rendere pensabile la funzione tutoriale nei processi educativi, primo passo per effettuare riflessioni e scelte consapevoli. Affronta le ragioni inerenti il dissenso generatosi intorno alla proposta normativa. Argomenta le diversità tra questa e le esperienze nazionali ed europee, attraverso riferimenti teorici e pratiche consolidate. Propone numerosi spunti di riflessione e affronta questioni aperte, suggerendo alcune soluzioni e prospettive praticabili.

 
I professionisti per l’orientamento nel sistema dell’istruzione PDF
di Ornella Scandella
in Rivista dell’Istruzione, Maggioli Editore, 2008.

L’articolo, dopo aver illustrato i più recenti mutamenti culturali e scientifici dell’orientamento e richiamato i documenti europei in materia di orientamento e politiche formative, fa cenno a quali potrebbero essere i capisaldi delle pratiche orientative. Sostiene le responsabilità della scuola in tema di orientamento. Evidenzia la valenza orientativa delle singole discipline, e contemporaneamente la necessità di azioni e momenti dedicati alle transizioni proprie del percorso formativo, ma soprattutto alle esigenze di orientamento di ragazzi e ragazze che si trovano in situazioni di disagio nel processo decisionale e di scelta. Ipotizza un percorso ideale di orientamento scolastico, ravvisandone le diversità nell’offerta orientativa tra i vari cicli scolastici. Si focalizza sui professionisti che nella scuola possono sostenere i processi di orientamento, interni ed esterni alla struttura organizzativa (docenti, docenti tutor, docenti referenti per l’orientamento, consiglieri di orientamento), e per ciascun tipo delinea responsabilità e compiti.

 
Il tutor nella secondaria PDF
di Ornella Scandella
in Nuova Secondaria, Editrice La Scuola, anno XXI, 15 febbraio 2004, pp. 14-15.

L’articolo affronta le ragioni dell’ingresso del tutor nella scuola del nostro paese a supporto dell’apprendimento degli studenti: prevenire la dispersione scolastica, integrare il percorso di studi con attività individualizzate (ad esempio, lo stage), supportare i processi di orientamento, facilitare l’acquisizione di competenze in ambienti di apprendimento imperniati su compiti reali, progetti e prodotti da realizzare (didattica per progetti). Focalizza le esperienze attuate dalle singole scuole nella secondaria di primo grado e in particolare in quella di secondo grado, soffermandosi sul tutor di classe, anche per aiutare a individuare le differenze con il coordinatore/tutor proposto dai documenti attuativi della L. 53/2003. Illustra le esperienze di tutor di classe presenti in sistemi scolastici di alcuni paesi europei (Francia, Inghilterra, Spagna). Tratta infine le condizioni di fattibilità (pedagogiche e organizzative) per una tutorship efficace.

 
Le figure professionali dell’orientamento in alcuni paesi Europei PDF
di Marilena Vimercati
in La funzione tutoriale nell’orientamento tra istruzione e formazione – esperienze a servizio delle reti a cura di W. Moro, Editore FrancoAngeli, 2007.

Il capitolo si apre con una introduzione sui principali documenti di politica comunitaria in tema di orientamento e sulle indagini condotte dall’OCSE, con particolare riferimento al documento “Career guidance and public policy: bridging the gap” dedicato ai bisogni di orientamento dei giovani, che crescono in un contesto caratterizzato da necessità di apprendimento continuo, che a sua volta richiede un orientamento continuo.
Il capitolo prosegue con la descrizione dei sistemi di orientamento di cinque paesi europei: Danimarca, Francia, Repubblica Federale Tedesca, Gran Bretagna e Spagna.
Per ciascun paese viene dapprima presentato il sistema di istruzione e il sistema dell’orientamento all’interno del quale si colloca; successivamente viene approfondito il tema dell’orientamento nel segmento dell’istruzione secondaria superiore in termini di azioni, istituzioni e operatori.
La presentazione di ogni paese si conclude con una parte che tratta la questione delle competenze richieste agli operatori e della loro formazione.

 
L’e-learning nella form@zione dei docenti: una sfida possibile PDF

di Luisa Farinati, Mara Masseroni, Marilena Vimercati

Il testo è il resoconto della relazione al V congresso annuale “E-learning tra formazione istituzionale e lifelong learning”, promosso dalla Società Italiana di E-learning, svoltosi a Trento presso la sede della Facoltà di Economia nei giorni 8-11 ottobre 2008.
L’articolo focalizza l’attenzione su un problema che oggi la scuola si trova ad affrontare: la sfida di insegnare alle nuove leve, i “nativi digitali”, ad acquisire le necessarie competenze per diventare cittadini protagonisti nell’attuale società. Tale sfida è sostenibile nella misura in cui i docenti sono all’altezza del compito loro assegnato di accompagnare i giovani al pieno esercizio della cittadinanza attiva. Si tratta in modo particolare di sviluppare nei docenti competenze nel campo dell’e-learning attraverso percorsi di formazione in e-learning.
Le autrici presentano alcune esperienze di formazione docenti finalizzate a sviluppare competenze per la progettazione e gestione di iniziative di mobilità per giovani, previste dai programmi d’azione della Comunità Europea. Ciò in considerazione del fatto che i docenti che si rendono disponibili a gestire esperienze di mobilità coi propri studenti sono anche quelli più sensibili alla questione delle nuove competenze di base per tutti, tra cui la competenza digitale.
Le esperienze presentate in questo articolo evidenziano come l’impostazione pedagogica data alla formazione dei docenti sia la chiave vincente per far acquisire consapevolezza della potenzialità dell’e-learning e sviluppare competenze per una sua introduzione nella pratica didattica quotidiana, tenendo conto del fatto che i docenti appartengono alla categoria dei “migranti digitali”, entrati in un secondo momento nel mondo digitale, dove invece i loro studenti sono nati e cresciuti.

 
Pensare alla tutorship. Riflessioni su una funzione emergente PDF

di Ornella Scandella

in Adultità, Metodi per la formazione, Guerini, 20, ottobre 2004, pp. 110-12.

L’articolo, dopo un breve excursus sulle vicende evolutive del tutor, presenta per la prima volta uno studio sulla tutorship, che a partire dalla letteratura disponibile e dalle esperienze tutoriali nei vari contesti formativi individua i vari approcci metodologici adottati nella prassi: psicodinamico, connessionista, educativo relazionale, strumentale. Argomenta le peculiarità di ciascun approccio (intenzionalità, riferimenti teorici, metodologie, contesti applicativi) e individua le reciproche analogie e divergenze. Illustra le centralità pedagogiche della tutorship (riflessività, meta-cognizione…), intesa come funzione emancipatoria.

 
Ri-considerare il tutor PDF
di Ornella Scandella
in C. Vescini (a cura di), Funzioni tutoriali. Ricerca sul curricolo e innovazione didattica, USR e IRRE Emilia-Romagna, Tecnodid, 2007, pp.83-93.

L’articolo aiuta a capire perché la vicenda del tutor nella scuola non possa considerarsi archiviata: numerose sono le esperienze in atto nelle scuole, studenti e genitori ne esprimono apprezzamento, tutte in essere sono ancora le ragioni pedagogiche e di politica scolastica che hanno motivato l’introduzione delle funzioni tutoriali nella scuola. Afferma la necessità di ripensare la tutorship, ne illustra i significati e le metodologie, il senso pedagogico, e sostiene la tesi di un sistema tutoriale per garantire l’efficacia dell’intervento del tutor, pena la sua vanificazione, in un contesto sempre più connotato da complessità in quanto a domanda e offerta di formazione.

 
Tirocinando: mappa della navigazione professionale. Il metodo autobiografico-narrativo nel corso per tutor di tirocinio dell’Azienda USL di Bologna PDF

di Rossana Di Renzo,

in A. Castellucci, C. Guerrieri, C. Ruozzi, P. Vandelli (a cura di), I Saperi della formazione in sanità, Maggioli Editore,2007

 

L’articolo affronta il tema della formazione dei tutor di tirocinio. Il corso “Apprendere e far apprendere dall’esperienza: corso per tutor di tirocinio” si propone di sviluppare nei partecipanti la competenza sulle diverse metodologie di attuazione della tutorship nella formazione in ambito sanitario, utilizzando diverse metodologie. L’articolo si sofferma e descrive il metodo autobiografico-narrativo e il perché del suo utilizzo. Uno dei tanti strumenti didattici utilizzati è il gioco “Tirocinando: mappa della navigazione professionale” descritto nell’articolo. Questo strumento è stato ideato utilizzando delle metafore sul tirocinio. L’obiettivo è quello di sviluppare e potenziare il grado di autoconoscenza e autoriflessività, sia rispetto alla propria immagine di adulti, sia in rapporto alle competenze tecniche, relazionali ed educative messe in atto nel proprio lavoro.

 
Tutorship e tutor nell’Istruzione e Formazione Tecnica Superiore PDF
di Ornella Scandella
IRRE Toscana, 2007.

Il capitolo, a partire dalla normativa, illustra le funzioni e i compiti del tutor d’aula e del tutor per lo stage nei percorsi degli IFTS, anche sulla base di riferimenti teorici che l’autrice ha elaborato in studi recenti. Sostiene che si tratta di “ruoli” cruciali per la buona riuscita dei percorsi Ifts, ma soprattutto di ruoli impegnativi, di tutt’altro sapore rispetto a quelli praticati secondo istanze puramente burocratiche e logistiche. Le prime implicazioni della tesi sostenuta sono la definizione del profilo del tutor chiara e condivisa dagli attori coinvolti nel processo e un riconoscimento economico coerente con gli impegni e le responsabilità previste.

 
Un altro tutor è possibile… PDF

di Norina Vitali

in Mani tese, Strumenti CRES 37, agosto 2004

Nell’articolo si descrivono i tratti salienti della figura del tutor prevista dalla riforma Moratti (Decreto legislativo n. 59 del 19 febbraio 2004), che la introduce nella scuola primaria e secondaria di primo grado.  Si presenta l’esperienza di una scuola, l’Istituto Sperimentale Rinascita - A.Livi di Milano, che introdusse sperimentalmente la figura del tutor nel 1992, figura tuttora presente e diffusamente interpretata.
Si parla poi di un progetto di rete di scuole medie e superiori sulla figura del tutor di cui Rinascita è stata promotrice. A questo proposito si tratteggiano caratteristiche, somiglianze e differenze dei progetti tutor delle scuole coinvolte. Si mette infine a confronto il modello di tutor della riforma Moratti con quelli delle scuole che sperimentano da anni questa figura, individuandone elementi di criticità.

 
Verso il possibile. L’insegnante-tutor come facilitatore cognitivo PDF

di Norina Vitali

in Famiglia oggi,  n. 5, settembre/ottobre  2008

Nell’articolo si affronta la problematica delle difficoltà di apprendimento a scuola e si propone un dispositivo (interventi e funzioni) per facilitare il percorso di apprendimento degli studenti. In particolare si illustra la funzione del tutor, un insegnate che accompagna lo studente nel suo percorso formativo, che lo ascolta, che lo aiuta a raggiungere una sua autonomia. Si approfondisce poi il concetto di facilitazione metacognitiva agita dal tutor, partendo dall’ipotesi che la metacognizione, cioè la consapevolezza delle strategie che si mettono in atto per affrontare un compito cognitivo, la consapevolezza di sé, dei propri punti di forza e di debolezza, possa produrre un apprendimento efficace e possa quindi rappresentare un valido modo per intervenire sulle difficoltà di apprendimento. Si accenna anche al concetto di didattica metacognitiva.

 


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